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Documenti
Il silenzio "assordante" sulla violazione dei più elementari diritti civili
20.02.2009
Carissimi tutti e tutte,
Ci occupiamo di prassi e di come far funzionare il nostro spicchio di mondo sulla base  'dell'esistente' , nella consapevolezza che  vi sono altre esigenze d'intervento.
 
Gli Osservatori intervengono dove possono: per quanto ristretto sarà lo spazio, ci sarà sempre almeno un frammento che possiamo governare.
Ma credo che questa sorta di DNA degli Osservatori, non impedisca ed anzi imponga di coltivare l’humus sul quale le nostre attività e il nostro impegno possono crescere.
 
Per questo inoltro una lettera che Paola Lovati, dell’Osservatorio di Milano, ha inviato sulla lista di civilnet e che parla dei ‘più elementari diritti civili’, quelli danno senso al nostro agire. 
 
Un caro saluto , in attesa di rivederci a Roma il 21 marzo prossimo (ore 10,30, saletta anm presso la Corte di Cassazione, seguiranno istruzioni più dettagliate) .
Luciana Breggia
 
Da: civilnet@yahoogroup s.com [mailto:civilnet@ yahoogroups. com]  Per conto di Paola Lovati
 
Inviato: giovedì 19 febbraio 2009  11.14
A: civilnet@yahoogroup s.com
Oggetto: [CiViL_net]  diritti violati
 
 
Nel  silenzio "assordante" sulla violazione dei più elementari diritti civili,  approfitto della lista per trasmettere il comunicato stampa redatto  dall'Unione Nazionale Camere Minorili (di cui sono segretario) sul recente  cd "pacchetto sicurezza"nel quale si evidenzia come dette norme colpiranno di fatto proprio i soggetti più deboli (minori e donne in gravidanza) e ciò  in contrasto al dettato costituzionale e alle convenzioni  internazionali
 
Cordialmente 
 
Paola Lovati
 
Comunicato  sul ddl 773 (c.d. "Pacchetto sicurezza")
 
L'Unione Nazionale delle  Camere Minorili esprime la sua più grande preoccupazione in ordine al decreto sicurezza approvato dai senatori il 5.2.2009. 
 
In  particolare, l'introduzione nel nostro paese della possibilità per i medici  di denunciare le persone prive di permesso di soggiorno, colpisce di fatto  le persone più deboli, come i bambini e le donne in gravidanza  immigrate.
 
I primi dati riportati dai servizi di comunicazione  rilevano che sebbene la norma non sia ancora in vigore si sia già registrata una diminuzione del 20% delle presenze degli irregolari negli ospedali e nelle strutture sanitarie.
 
Ciò significa che il 20% dei c.d.  "clandestini" avrebbe già deciso di non farsi curare nel timore di essere  denunciato. Come già tutte le maggiori associazioni mediche e ospedaliere, nonchè gli osservatori più attenti hanno denunciato, se gli irregolari (non  necessariamente clandestini ma semplicemente irregolari) non si curano, il  rischio per l'igiene pubblica e quindi la salute di tutti, sarebbe di  drammatica rilevanza perché malattie come la Tbc, la meningite o l'Aids  potrebbero propagarsi più facilmente.
 
Lo stesso timore di essere  denunciati ricadrà con effetti disastrosi anche sulle vittime di mutilazioni  sessuali (si parla di almeno 35-40 mila casi solo sul territorio italiano), poiché molti genitori irregolari non sottoporranno ad alcuna cura le minori  che siano state oggetto di pratiche di infibulazione, - e che abbiano  riportato traumi e/o lesioni come purtroppo spesso accade trattandosi di  pratiche notoriamente clandestine.
 
Val forse la pena di ricordare che  oltre al dettato della nostra Carta Fondamentale in materia di salute  pubblica, l'art. 24 della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York  del 20.11.1989 ratificata dall'Italia con legge 27.5.1991 n.176 stabilisce  che gli Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior  stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di  riabilitazione, e "si sforzano di garantire che nessun minore sia privato  del diritto di avere accesso a tali servizi". 
 
L'Unione Nazionale  delle Camere Minorili ritiene che la norma che prevede la possibilità per il  medico di denunciare la persona irregolare violi apertamente questo  principio ed ostacoli di fatto il diritto dei più deboli ad accedere alle  strutture sanitarie.
 
La donna in gravidanza non si sottoporrà alle  visite ed agli esami prenatali con tutti i rischi che conseguiranno non solo  per la sua salute, ma anche per quella del nascituro, gli adulti non si  recheranno e non accompagneranno i loro figli bisognosi di cure nelle  strutture sanitarie perché timorosi di incorrere nelle sanzioni penali  previste dalla legge.
 
Non minore preoccupazione desta la previsione  di misure specifiche per il rimpatrio di minori stranieri non accompagnati  comunitari coinvolti nella prostituzione. Si tratta di misure certamente  discriminatorie - inammissibili ai sensi dell'art.2 della Convenzione Onu  sui Diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza e dell'art. 3 della  Costituzione Italiana- nei confronti di un gruppo di minori particolarmente  vulnerabile, in evidente contrasto con l'individuazione e la considerazione  preminente del superiore interesse del minore. Nè vanno sottovalutati i  gravi rischi di mancata protezione dei minori stranieri non accompagnati  coinvolti in prostituzione in Italia, spesso vittime di gravi forme di  tratta e sfruttamento, che potrebbero essere in molti casi privi di adeguate  cure familiari nel paese di origine. 
 
Anche la previsione di  "associazioni di privati cittadini" con non meglio precisati compiti di  sicurezza destano serio allarme: in un momento storico nel quale tutta la  letteratura sociologica e psicopedagogica avverte sui pericoli per gli  adolescenti di unirsi ed agire in "branco" nonchè la tendenza alla  formazione di baby-gang anche su base etnica, la legalizzazione di gruppi di  adulti che "sorvegliano il territorio" rischia di provocare pericolosi  fenomeni di emulazione.
 
Da ultimo la previsione della modifica  dell'art. 116 cod. civ. che impone la regolarità del soggiorno per la  celebrazione del matrimonio appare in evidente contrasto con la nostra  Costituzione e rappresenta una chiara lesione di diritti fondamentali di  ogni individuo. 
 
L'Unione Nazionale delle Camere Minorili auspica che  gli Onorevoli Deputati chiamati al vaglio del provvedimento vogliano  provvedere a sostanziali modifiche dell'articolato garantendo pieno rispetto  dei diritti tutti che tutelano la salute e la dignità della persona, in  particolare della persona bambina e delle sue relazioni familiari così come  previsto dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni  Internazionali.
 
Avv. Fabrizia Bagnati - Presidente - Unione Nazionale  Camere Minorili
 
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