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Il processo telematico
Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
Primi materiali per l’Assemblea Nazionale 2010
Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
Titolo 165
Titolo 164

Documenti
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
A cura dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Firenze
1. Fase introduttiva ed udienza ex art. 180 c.p.c. - 2. Fissazione delle udienze e rinvii per trattative - 3. Adempimenti connessi alla fissazione dell’udienza di trattazione prevista dall’art. 183 c.p.c. - 4. Memorie ex art. 183 cod. proc. civ. - 5. Proposte sugli adempimenti relativi alle istanze istruttorie ed alla loro ammissione - 6. Spunti problematici di dottrina e giurisprudenza ai fini dell’individuazione di una prassi uniforme - 6.1. Proposizione di domande da parte di uno dei convenuti nei confronti di altro convenuto - 6.2. Rilevabilit o meno d’ufficio della tardivit della “domanda nuova” e conseguente irrilevanza o meno della c.d. accettazione del contraddittorio sulla domanda nuova ad opera della controparte. - 6.3. Chiamata in causa del terzo da parte dell’attore ai sensi dell’art. 183, comma 4, c.p.c. - 6.3.1. La questione della rilevabilit d’ufficio delle preclusioni - 6.3.2. La costituzione del terzochiamato. I poteri del terzo e delle parti originarie - 6.4. Intervento volontario del terzo - Applicazione dell’art. 268 c.p.c.
01.01.2003

2. Fissazione delle udienze e rinvii per trattative
A fini di economia processuale, e anche per non gravare la Cancelleria con attività di avvisi, si ritiene utile che il Giudice tenga conto delle indicazioni temporali dei Legali nella fissazione delle date e orari di udienza.

Sarebbe auspicabile che il Giudice, laddove gli venisse richiesto un rinvio per trattative, fosse informato dalle parti sullo stato delle stesse ed in base a questo fissasse la data di udienza, in modo da evitare di concedere rinvii troppo brevi e quindi inutili o, al contrario, di allungare i tempi di una conciliazione già matura.

Ciò gli permetterebbe anche un controllo sulla serietà delle motivazioni addotte dagli Avvocati, sì da evitare richieste a mero scopo dilatorio. Conseguentemente il Giudice potrebbe concedere ulteriori rinvii solo per giustificati motivi.

La conoscenza delle reciproche aspettative e concessioni delle parti permetterebbe inoltre al magistrato giudicante di adoperarsi fattivamente al fine di addivenire alla conciliazione della causa.

 
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Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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