Coordinamento dell’Osservatorio
Gruppo Locazioni Procedurale
Gruppo Redazione OGC
Gruppo Mediazione e conciliazione
Gruppo Organizzazione e PCT
Gruppo Stage
Gruppo spese di giustizia e tariffe
Gruppe Trattato di Lisbona
Gruppo Giudice di Pace
Gruppo Danno alla persona
Gruppo Diritto del Lavoro
Gruppo Consulenza tecnica
Gruppo Persone e Famiglia
Protocollo PCT
Assemblea Nazionale degli Osservatori - 2013
Programma di lavoro del Gruppo Consulenza Tecnica
Nuova costituzione di Gruppi di Lavoro
Locazioni - Protocollo del processo
Programma della Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia Civile 2011
MOZIONE GRUPPO ORGANIZZAZIONE
MOZIONE GRUPPO CONCILIAZIONE
Progetto Nausicaa
Il processo telematico
Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
Primi materiali per l’Assemblea Nazionale 2010
Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
Titolo 165
Titolo 164

Documenti
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
A cura dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Firenze
1. Fase introduttiva ed udienza ex art. 180 c.p.c. - 2. Fissazione delle udienze e rinvii per trattative - 3. Adempimenti connessi alla fissazione dell’udienza di trattazione prevista dall’art. 183 c.p.c. - 4. Memorie ex art. 183 cod. proc. civ. - 5. Proposte sugli adempimenti relativi alle istanze istruttorie ed alla loro ammissione - 6. Spunti problematici di dottrina e giurisprudenza ai fini dell’individuazione di una prassi uniforme - 6.1. Proposizione di domande da parte di uno dei convenuti nei confronti di altro convenuto - 6.2. Rilevabilit o meno d’ufficio della tardivit della “domanda nuova” e conseguente irrilevanza o meno della c.d. accettazione del contraddittorio sulla domanda nuova ad opera della controparte. - 6.3. Chiamata in causa del terzo da parte dell’attore ai sensi dell’art. 183, comma 4, c.p.c. - 6.3.1. La questione della rilevabilit d’ufficio delle preclusioni - 6.3.2. La costituzione del terzochiamato. I poteri del terzo e delle parti originarie - 6.4. Intervento volontario del terzo - Applicazione dell’art. 268 c.p.c.
01.01.2003

6.3.2. La costituzione del terzochiamato. I poteri del terzo e delle parti originarie
Per quanto concerne il terzo chiamato in causa da una delle parti o per ordine del giudice, va detto che la disciplina in ordine ai poteri ed alle facoltà del terzo risulta oltremodo scarna e lacunosa.
Infatti, il 4° comma dell’art. 269 si limita a disporre che “il terzo deve costituirsi a norma dell’articolo 166” e l’art. 271, così come riformato, stabilisce che “al terzo si applicano, con riferimento all’udienza per la quale è citato, le disposizioni degli articoli 166 e 167, 1° comma.
Se intende chiamare a sua volta in causa un terzo, deve farne dichiarazione a pena di decadenza nella comparsa di risposta ed essere poi autorizzato dal giudice ai sensi del terzo comma dell’articolo 269”.
Sembra certo che non si possa negare al terzo – chiamato in causa o da una delle parti o su ordine del giudice – il potere di proporre domande riconvenzionali, domande di accertamento incidentale, eccezioni processuali e di merito; in caso contrario la lesione del suo diritto di difesa è tanto evidente da non richiedere nessun altro commento.
In dottrina si è sostenuto che al terzo, divenuto parte nel processo, non possono non applicarsi, con riferimento all’udienza per la quale è citato, gli artt. 183, 189, 1° comma, e 190-bis, 1° comma, dai quali si ricavano, sia pure indirettamente, le stesse preclusioni previste nell’art. 167, 2° comma.
L’art. 271 prevede la decadenza solo per la richiesta di chiamare in causa un altro terzo. In tal ipotesi, peraltro, il terzo deve essere autorizzato dal giudice, al pari di quanto abbiamo visto per la richiesta che proviene dall’attore, anche se non si dispone che l’interesse a chiamare il terzo debba sorgere dalle difese del convenuto o dell’attore.
In dottrina si discute se il giudice debba solo prendere atto della volontà del terzo, senza potere valutare la richiesta, oppure se l’autorizzazione comporti comunque un potere discrezionale da parte del giudice.
Per quanto concerne la costituzione del terzo, questi dovrà costituirsi depositando una comparsa ai sensi dell’art. 166 c.p.c., venti giorni prima dell’udienza per la quale è stato citato, sia che si tratti di chiamata ad istanza di parte sia che si tratti di citazione per ordine del giudice. Nulla, peraltro, esclude che il terzo decida di costituirsi successivamente o in corso di giudizio, subendo in tal caso, tuttavia le relative preclusioni.
Infine, per quanto concerne i poteri delle parti originarie, si deve distinguere a seconda che l’attività difensiva (nuove eccezioni, modificazione o precisazione delle domande e delle eccezioni) sia oppure no conseguenza della difesa del terzo. Mentre nel secondo caso, restano ferme le decadenze, non potendo la chiamata del terzo “costituire motivo per rimettere in termini le parti rispetto alle decadenze in cui siano incorse”, nel primo non si può non riconoscere alle parti originarie il diritto di replicare alle difese del terzo. L’art. 184-bis certamente offre la base normativa per consentire alle parti di porre in essere tutte quelle attività, sia di allegazione di nuovi fatti sia di richiesta di nuovi mezzi probatori, che sono conseguenza delle allegazioni o delle prove che il terzo ha introdotto nel processo.

Giurisprudenza di riferimento: Tribunale di Torino, ordinanza del 6 marzo 2001 (Di Capua); Tribunale di Torino, sentenza n° 9308 del 22 novembre 2001 (Motta); Corte Costituzionale, ordinanza n° 468/1998; Corte Costituzionale, ordinanza n° 117/2003; Tribunale di Torino, ordinanza del 9 aprile 2003 (Tassone); Pretura di Massa – sez. distaccata di Carrara, sentenza 14 febbraio 1997; Tribunale di Reggio Emilia, 02.08.1996; Cass., sez. I, 07.04.2000, n° 4376; Cass., Sez. II, 29.10.1998, n° 10783; Tribunale di Tern i, 29.11.1999; Cass., Sez. III, 12.11.1999, n° 12566; Tribunale di Milano 19.12.1995.

 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
Osservatorio sulla Giustizia Civile di Firenze - info@osservatoriogiustiziacivilefirenze.it