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Documenti
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
A cura dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Firenze
1. Fase introduttiva ed udienza ex art. 180 c.p.c. - 2. Fissazione delle udienze e rinvii per trattative - 3. Adempimenti connessi alla fissazione dell’udienza di trattazione prevista dall’art. 183 c.p.c. - 4. Memorie ex art. 183 cod. proc. civ. - 5. Proposte sugli adempimenti relativi alle istanze istruttorie ed alla loro ammissione - 6. Spunti problematici di dottrina e giurisprudenza ai fini dell’individuazione di una prassi uniforme - 6.1. Proposizione di domande da parte di uno dei convenuti nei confronti di altro convenuto - 6.2. Rilevabilit o meno d’ufficio della tardivit della “domanda nuova” e conseguente irrilevanza o meno della c.d. accettazione del contraddittorio sulla domanda nuova ad opera della controparte. - 6.3. Chiamata in causa del terzo da parte dell’attore ai sensi dell’art. 183, comma 4, c.p.c. - 6.3.1. La questione della rilevabilit d’ufficio delle preclusioni - 6.3.2. La costituzione del terzochiamato. I poteri del terzo e delle parti originarie - 6.4. Intervento volontario del terzo - Applicazione dell’art. 268 c.p.c.
01.01.2003

1. Fase introduttiva ed udienza ex art. 180 c.p.c.
Una prima forma di razionalizzazione pratica dell'attuale fase introduttiva del rito ordinario civile, la si rinviene nel tentativo di evidenziare alcune modalità di fissazione delle date di udienza ex art. 180 c.p.c. col fine di raggruppare cause che presentino elementi di affinità.
Sotto un primo profilo, si potrebbe pensare ad un utilizzo dell'attività di iscrizione a ruolo, momento nel quale emerge -almeno indicativamente- l'oggetto di causa, in una con il potere del Giudice di differire la data della prima udienza.
Questi due elementi, se si vuole anche in combinazione tra loro, possono consentire che si arrivi ad udienze uniformi per tipologie (es: risarcimento danni da sinistro stradale, cause in tema di compenso del mediatore, cause riguardanti la proprietà ed altri diritti reali, e così via).
E' appena il caso di rilevare come un simile raggruppamento finisca per avere effetti benefici sull'attività del Giudice che si trova ad esaminare a quella certa data una serie di problematiche per lo meno simili.

Sempre con l'obbiettivo di raggruppare udienze simili per tipologia, uno spazio a parte nel ruolo dovrebbe essere riservato esclusivamente ai procedimenti speciali.

Un ulteriore criterio, sempre ai fini di razionalizzazione e snellimento, può essere quello di determinare, sulla scorta della pregressa esperienza applicativa, parametri realistici di durata media in relazione a ciascun tipo di udienza (es.: udienza di 180 c.p.c.: 10 minuti, udienza di 183 c.p.c.: 20 minuti, e così via).

Una volta individuati questi criteri base per la costruzione del ruolo del Giudice, allo scopo di accrescere la funzionalità dell'attività di udienza per tutti gli operatori, si possono pensare ulteriori accorgimenti, di carattere eminentemente pratico, ma non per questo di minor efficacia:
affissione del ruolo di udienza con congruo anticipo rispetto alla stessa; riduzione della forbice tra orario teorico dell'udienza ed orario di effettivo svolgimento della stessa.

Ulteriormente sotto questo aspetto, possono rivestire un ruolo, da un lato la possibilità di tenere udienza di pomeriggio (sempre che si ritenga fattore di razionalizzazione e non di ulteriore frammentazione dell'attività, anche di quella degli avvocati); dall'altro, resta aperta la questione sul se la cd. <udienza pubblica> possa avere effetti benefici tali in ordine al numero di fascicoli <movimentati> dal Giudice, da compensarne la durata a volte eccessiva, e comunque poco prevedibile.

Infine, è ovvio che la generalizzata adozione di strumenti informatici di archiviazione dati naturalmente consultabili dagli utenti mediante password con le debite garanzie di sicurezza e privacy, nonché comunicazione di provvedimenti a mezzo e-mail, costituirebbe un fattore di snellimento e razionalizzazione non indifferente.

 
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Conclusioni
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