Coordinamento dell’Osservatorio
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Nuova costituzione di Gruppi di Lavoro
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Programma della Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia Civile 2011
MOZIONE GRUPPO ORGANIZZAZIONE
MOZIONE GRUPPO CONCILIAZIONE
Progetto Nausicaa
Il processo telematico
Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
Primi materiali per l’Assemblea Nazionale 2010
Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
Titolo 165
Titolo 164

Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003
(segue): La violazione dei segreti previsti dal codice di rito penale
Sempre grazie al richiamo operato all’art.118 c.p.c, l’esibizione può poi attuarsi solo se non costringa la parte o il terzo alla violazione dei segreti previsti dagli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale, (rinvio che oggi va riferito agli articoli 200 e 201 del codice di procedura rinovellato )
Ponendo tali limiti specifici al diritto di ottenere la prova, secondo l’interpretazione più accreditata, si deve ritenere che il legislatore abbia anche voluto escludere l’esistenza di ulteriori limitazioni che possano essere opposte alla richiesta di esibizione. In effetti, per tutte le altre ipotesi di segreti esistenti per prassi consolidata o per previsione normativa, la legge non detta alcuna regola che il giudice debba seguire nella valutazione circa l’ammissibilità o meno di un ordine di esibizione . Ciò ha suscitato non poche critiche ed osservazioni soprattutto con riferimento al cd. segreto bancario. La giurisprudenza, restando ancorata al dato letterale della normativa in tema di esibizione, ha in più occasioni stabilito come l’ordine di esibizione medesimo non possa trovare alcun limite nel rispetto di questo “segreto”, proprio in quanto esso non rientra tra quelli indicati negli articoli del codice di procedura penale richiamati dall’art.118 c.p.c . Se si esamina la casistica in questa delicata e attuale materia, l’indifferenza dei tribunali nei confronti della tutela del segreto bancario quando si controverta in ordine all’esibizione di determinati documenti detenuti dalle banche, pare però giustificarsi in ordine al fatto che tale segreto in realtà esiste soltanto nella prassi, senza trovare alcuna legittimazione nella legge, che anzi pare piuttosto orientata in senso opposto. Qualora infatti questo segreto fosse effettivamente meritevole di tutela, la giurisprudenza avrebbe facilmente potuto utilizzare il criterio generico e astrattamente omnicomprensivo del grave danno per ricomprendervi quello causato dalla divulgazione del segreto bancario.
Occorre pertanto tener ben distinti due aspetti: da una parte la lacunosità (o meglio la contraddittorietà) delle norme in materia di limiti all’esibizione processuale; dall’altra, l’esistenza o meno di un diritto a far mantenere riservate le informazioni di carattere bancario. Sotto il primo profilo, anche alla luce delle esperienze straniere più vicine alla nostra tradizione giuridica come quella francese, la normativa italiana in tema di limiti all’esibizione è senz’altro perfettibile. Per quanto riguarda invece il segreto bancario, le conclusioni cui è da tempo giunta la giurisprudenza, conducono inequivocabilmente in senso opposto al suo riconoscimento.
 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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