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Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003
L’esibizione forzata di documenti nell’interpretazione dottrinale e nell’applicazione giurisprudenziale. I requisiti: la “necessità” dell’acquisizione del documento al processo.
Il requisito che più di ogni altro caratterizza l’esibizione delle prove è la necessarietà dell’acquisizione del documento al processo, così come espressamente previsto dall’art.210 c.p.c. . Esso conferma anzitutto la natura di strumento processual-pubblicistico assunta dall’esibizione processuale con l’attuale codificazione. Inoltre, la maggiore o minore ampiezza della sua interpretazione, incide in modo determinante sulla stessa ammissibilità di un ordine di esibizione.
Sotto il primo aspetto, seppure possa apparire ovvio, la miglior dottrina ha chiarito che l’utilizzo del verbo “acquisire” ha escluso l’idea che esibire un documento significhi, o possa anche significare, mostrarlo fuggevolmente al giudice e all’avversario senza però “produrlo”, vale a dire senza inserirlo e lasciarlo nel fascicolo .
Per quanto concerne invece la “necessità dell’acquisizione”, questa espressione è sempre stata intesa dalla giurisprudenza come tendenzialmente equivalente a quella dell’indispensabilità per conoscere i fatti della causa di cui all’articolo 118 c.p.c in tema di ispezione (che riguarda pertanto un fenomeno ben diverso). La Corte di Cassazione, infatti, ha in più occasioni considerato “necessario” il documento che costituisca la prova senza la quale non sarebbe possibile raggiungere alcuna decisione sul fatto controverso (quando cioè la prova non possa essere fornita se non mediante l’esibizione ).
Tuttavia, in un sistema come quello italiano fondato sulla regola di giudizio dell’onere della prova, pare difficile intendere la necessità nel senso suesposto (né la prova può essere considerata idonea a rappresentare i fatti controversi e consentire semplicemente di raggiungere un giudizio di fatto diverso da quello che sarebbe formulabile in base alle altre risultanza probatorie perché, allora, si identificherebbe con la rilevanza ). Data la finalità meramente probatoria dell’esibizione, appare più corretto non considerare la necessità-indispensabilità (espressioni che la giurisprudenza utilizza indifferentemente) in senso assoluto, bensì in relazione allo svolgimento del processo e al materiale probatorio già raccolto o raccoglibile autonomamente dalle parti, in modo che esse possano produrre tutto ciò che ritengano opportuno in assolvimento del proprio onere e richiedere l’esibizione laddove la prova non possa essere fornita con alcun altro mezzo o in alcuna altra maniera se non con l’intervento del Giudice. In concreto ciò comporta che, prima di accogliere l’istanza di esibizione, il giudice dovrà compiere non solo una valutazione in punto di ammissibilità -verificando la sussistenza dei requisiti legali e, in punto di rilevanza, valutando la idoneità dell’oggetto richiesto a fornire la prova ricercata-, ma anche accertarsi che il richiedente non sia in possesso, o comunque si trovi, o si sia trovato, nella possibilità di disporre della res exhibenda o di un suo equivalente. Su questo punto, del resto, tutta la giurisprudenza si trova concorde.
La valutazione in ordine alla necessarietà del documento implica, dunque, da parte del giudice italiano, l’esercizio di un potere discrezionale in cui il margine di libertà è di gran lunga più ampio rispetto agli altri requisiti stabiliti dalla legge. Ciò ha creato qualche problema relativamente alla sindacabilità di tale potere nel più ampio quadro della censurabilità o meno, del rigetto dell’istanza di esibizione alla luce del cosiddetto diritto costituzionale alla prova . Ma non è certo questo il punto controverso dell’attuale disciplina esibitoria.
 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
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Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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