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MOZIONE GRUPPO CONCILIAZIONE
Progetto Nausicaa
Il processo telematico
Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
Primi materiali per l’Assemblea Nazionale 2010
Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
Titolo 165
Titolo 164

Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003
Segue: Esibizione processuale, principio dispositivo e effettività della tutela giurisdizionale di posizioni giuridiche soggettive
Il nuovo fondamento pubblicistico del diritto di esibizione conduce ad un parziale superamento dei principi espressi dai brocardi nemo tenetur edere contra se e arma non sunt sumenda de domo rei, da sempre considerati corollario del principio dispositivo (che, anche nel codice vigente, è la regola fondamentale che disciplina i rapporti tra il giudice e le parti nel processo). Difatti, gli articoli 210 e seguenti del codice di procedura, aprendo la strada all’obbligo per una parte di esibire in giudizio documenti a sé sfavorevoli anche al di fuori dei casi in cui la controparte vanti su di essi un diritto di natura privatistica, se non espressamente vi derogano, quantomeno di certo attenuano la portata di queste regole. Esse, allora, (nell’elaborazione dottrinale prevalente), restano a giustificare l’ostacolo all’introduzione di poteri coercitivi in capo al giudice per forzare la collaborazione della parte qualora ciò sia necessario per accertare la verità dei fatti nel processo. La tenace sopravvivenza del principio del nemo tenetur – anche se più nel costume che nella legge -, troverebbe, in altre parole, esclusiva conferma nella sola totale assenza di rimedi in caso di inosservanza dell’ordine giudiziale di esibizione. L’attuale istituto dell’esibizione processuale presenta infatti importanti limitazioni o, comunque, concreta difficoltà a trovare attuazione in caso di inottemperanza della parte o ancor più del terzo all’ordine di esibizione del giudice, stante (nella prevalente interpretazione dottrinale e giurisprudenziale) la mancata attribuzione della qualità di titolo esecutivo alla relativa ordinanza e l’inesistenza di sanzioni che possano garantirne in concreto l’effettività.
Anche sotto questo aspetto, la disciplina dell’attuale codice di procedura civile si pone in contrasto con i contenuti dei progetti di riforma al codice medesimo e non solo con quei progetti che mantenevano la disciplina esibitoria nel solco del diritto privato (che in questo compito si trovavano senz’altro più avvantaggiati). Difatti, anche il più datato progetto Carnelutti che tagliava decisamente i ponti con i presupposti sostantivi dell’azione esibitoria per inquadrare sistematicamente l’”esibizione” nell’ambito dei poteri del giudice sulla prova, non mancava di contemplare sanzioni ed anzi rigorose sanzioni esecutive e penali a carico del terzo ed altrettanto importanti conseguenze per la parte, sul piano della valutazione del suo comportamento, agli effetti del giudizio di fatto in caso di inosservanza dell’ordine del giudice.
Nelle pagine che seguono cercheremo dunque di verificare in quale misura l’immagine ufficiale dell’istituto rivelata nella relazione del Guardasigilli trovi riscontro nei dati, tra loro connessi, dello jus quo utimur e se i dati positivi consentano di fare della esibizione uno strumento istruttorio diffuso ed efficace, capace di trovare un campo di applicazione più esteso di quello già noto al diritto previgente.
 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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