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Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
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Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
Titolo 165
Titolo 164

Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003

Qualche riflessione in ordine all’importanza dell’istituto esibitorio in funzione della composizione stragiudiziale delle liti
L’istituto dell’esibizione delle prove ex art.210 c.p.c non pare essere stato assolutamente coinvolto dalla futura riforma del codice di procedura civile. D’altra parte le considerazioni fin qui svolte hanno riguardato esclusivamente il fondamentale problema delle “sanzioni”, un problema che va necessariamente affrontato e risolto a pena di svuotare l’intero meccanismo introdotto dal codice del 1942.
Ci sono però altri aspetti di questo mezzo istruttorio che meriterebbero di essere affrontati. Anzitutto, se il processo deve essere anche l’occasione per favorire la conciliazione delle parti -come in più momenti il nostro codice attuale si ripropone- è innegabile che un istituto che ha come fine istituzionale l’acquisizione al giudizio delle prove precostituite svolge un fondamentale compito in tal senso. E’ chiaro infatti che nella misura in cui le parti avranno contezza di tutte le prove a loro disposizione, le medesime saranno davvero in grado di valutare quali potranno essere le loro effettive possibilità di riuscire vittoriose nella controversia e, di conseguenza, l’opportunità di proseguire o meno nel giudizio. Per far questo, sarebbe sicuramente necessario, tuttavia, che l’istituto ampliasse il suo raggio di applicazione e consentisse di acquisire un gran numero di informazioni rilevanti. Vengono perciò in contestazione alcuni limiti di ammissibilità come l’indispensabilità e la necessarietà del documento oltre che la specifica individuazione dello stesso. In questa direzione occorrerebbe stabilire che nell’ottica della conciliazione delle parti non è sufficiente acquisire solamente un’informazione specifica ma una informazione a carattere più ampio.

Sempre nella stessa direzione, in taluni ordinamenti si ammette l’esibizione documentale anche come misura istruttoria in futurum, come accade, per esempio, per l’audizione di testi a futura memoria. Questo è quanto accade attualmente in Francia in cui la production forcée des pièces è ormai ammessa come misura istruttoria preventiva ed è commentata dalla miglior dottrina processualistica come strumento atto a favorire la soluzione stragiudiziale delle liti. Se prima del giudizio è possibile infatti raccogliere anche le prove documentali rilevanti per il futuro giudizio è possibile che questo non venga mai esperito se il litigante ritiene di non poter fornire alcune prove a fondamento della propria pretesa. Questi aspetti, in un’ottica di rivisitazione dell’intero istituto, non possono essere senz’altro ignorati.

 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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