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Crisi dei tribunali e crisi della città: prospettive di riscostruzione nell’Europa dei diritti’
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Osservatori in assemblea - Informatica e conciliazione sotto i riflettori
Titolo 168
Titolo 167
Titolo 166
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Titolo 164

Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003
segue: Richiesta di informazioni,diritto (processuale e sostanziale) di accesso ai documenti amministrativi e coercibilità dell’ordine
Uno dei primi problemi che si è posto con riferimento all’istituto in esame, è se la richiesta di informazioni possa essere formulata nei confronti della Pubblica Amministrazione quando questa sia parte in causa. Ciò soprattutto al fine di determinare le conseguenze di un eventuale rifiuto dell’amministrazione medesima e la possibilità di applicare alla stessa una sanzione. Nel silenzio della legge, tuttavia, è apparsa preferibile –ed anzi pare ormai pacifica, almeno in giurisprudenza - la tesi per cui la richiesta di informazioni possa essere inoltrata solo alla Pubblica Amministrazione che non sia parte del giudizio. Se la pubblica amministrazione è parte in causa, secondo la tesi maggioritaria, i documenti dalla medesima posseduti che servano a provare fatti rilevanti, potrebbero pertanto essere richiesti solo dietro presentazione di un’istanza promossa dalla controparte ex art.210 c.p.c. .
L’altro problema concerne, invece, il sempre rilevante profilo sanzionatorio. La Relazione al progetto definitivo di riforma sancisce infatti, molto chiaramente, il principio di utile collaborazione tra organi pubblici cui la norma si ispira, ma essa è altrettanto chiara nello stabilire che la norma medesima non impone a carico della pubblica amministrazione un obbligo coercibile, con la conseguenza che l’ente pubblico può sempre rifiutare le informazioni quando ritenga che possano essere nocive al pubblico interesse . Forte di queste indicazioni, la Corte di Cassazione ha così spesso sottolineato come la Pubblica Amministrazione conserva di fronte alla richiesta di informazioni rivoltale dal giudice, ogni potere di determinazione discrezionale di non accedere o di accedere alla richiesta ed entro quali limiti e che tali determinazioni assumono il carattere di atti amministrativi iure imperii. Esse, quindi, non potrebbero essere per definizione né revocate né modificate dal giudice .
Alla luce delle finalità che si è ripromesso l’istituto di cui all’art.213 c.p.c, nonché delle considerazioni generali in tema di accesso alle informazioni rilevanti per il giudizio, tuttavia, non è facile ricondurre l’omissione o il diniego dell’amministrazione entro la categoria degli atti amministrativi discrezionali, la cui sindacabilità sarebbe preclusa al giudice ordinario . Ed infatti parte della giurisprudenza, in sede di attuazione pratica dell’istituto, rifiuta questa impostazione. E’ così che, talvolta, è stato affermato che di fronte ad una risposta inconcludente o lacunosa, il giudice deve reiterare la richiesta, ulteriormente precisandola . Altre volte, invece, è stata configurata addirittura una responsabilità per omissione di atti di ufficio a carico del funzionario incaricato di rendere le informazioni . Queste soluzioni, sia pur molto eterogenee tra loro, costituiscono tuttavia il chiaro indice della necessità di garantire attuazione pratica anche al diritto di informazione sancito dall’art.213 c.p.c., in linea con l’orientamento generale in tema di esibizione di prove documentali.
 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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