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Documenti
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
di Beatrice Ficcarelli e Mauro Pinarelli
Paragrafo n. 1 - Paragrafo n. 1.1 - Paragrafo n. 2 - Paragrafo n. 2.1 - Paragrafo n. 2.2 - Paragrafo n. 2.3 - Paragrafo n. 2.4 - Paragrafo n. 2.5 - Paragrafo n. 2.6 - Paragrafo n. 3 - Paragrafo n. 3.1 - Paragrafo n. 3.1.1 - Paragrafo n. 3.2 - Paragrafo n. 3.3 - Paragrafo n. 4 - Paragrafo n. 5 - Paragrafo n. 5.1 - Paragrafo n. 6 - Paragrafo n. 6.1
01.01.2003
In particolare: l’inosservanza dell’ordine di esibizione rivolto alla parte: la possibilità di desumere argomenti di prova ai sensi dell’art.116, comma 2 c.p.c.
Le uniche conseguenze che la giurisprudenza ha ritenuto possano derivare dall’inosservanza di un ordine di esibizione, si pongono su di un piano esclusivamente probatorio. Esse si risolvono infatti nella facoltà, per il giudice, di trarre “argomenti di prova” dall’inottemperanza della parte intimata ai sensi dell’art.116 2° comma c.p.c.
Questo “rimedio” viene applicato alla disciplina dell’esibizione documentale sia in base a quella tesi che fa leva sulla visione unitaria dei mezzi istruttori esibizione-ispezione proposta dalla dottrina prevalente e fondata sul richiamo che l’articolo 210 fa dell’articolo 118 (anche se solo con riferimento ai limiti dell’esibizione) ; sia a quella che ritiene direttamente applicabile all’esibizione processuale l’art.116 c.p.c in base alla (ovvia) considerazione che anche il rifiuto di esibire è di per sé un contegno processuale significativo ai sensi e per gli effetti di quella norma .
La strada dell’”argomento di prova” è così apparsa, almeno nella pratica deitribunali , come quella unica percorribile per tentare di ovviare al problema della violazione della normativa di cui agli articoli 210 ss c.p.c., in assenza di rimedi che la legge abbia espressamente stabilito.
I numerosi problemi che si sono presentati proprio in ordine al significato da attribuire all’ espressione “argomento di prova”, tuttavia, rendono, se possibile, ancora più evidente, la lacuna presente a livello legislativo in tema di esibizione.Difatti, la problematica, che prima riguardava la stessa applicabilità dell’art.116 c.p.c anche all’istituto dell’esibizione, si è subito spostata sul significato da attribuire a quella che è stata definita “una tra le più ambigue e tormentate nozioni della disciplina delle prove nel diritto processuale civile italiano” , vale a dire sulla consistenza probatoria di tali argomenti (o sul valore probatorio del comportamento processuale delle parti in relazione alla formazione del convincimento del giudice).
Secondo l’orientamento dottrinale prevalente, infatti, gli argomenti di prova non possono avere lo stesso valore delle prove in senso tecnico, ma sono solo elementi secondari di convincimento del giudice e, più precisamente, hanno, rispetto alle prime, un carattere di probatio inferior (nel senso che non sono idonei, da soli, a giustificare il giudizio di superfluità di cui all’art.209 a fronte della richiesta delle parti di offrire attraverso una prova in senso tecnico la prova contraria) . Gli “argomenti di prova” dovrebbero pertanto essere considerati unicamente quali elementi di valutazione delle altre prove addotte in giudizio, con la conseguenza che il giudice, pur tenendone conto con estrema prudenza, non potrebbe mai fondare su questi in senso assoluto il proprio convincimento .
L’orientamento della giurisprudenza pare invece essersi evoluto, da una posizione negativa circa l’idoneità degli argomenti di prova a fondare da soli il convincimento del giudice, ad una più recente, in cui la Cassazione ha preso le distanze da questa impostazione per considerare il recalcitrante contegno processuale della parte un elemento grave e preciso di prova e per affermare così che qualsiasi generico contegno della parte stessa possa costituire “unica e sufficiente fonte di prova e di convincimento e non solo elemento di valutazione degli elementi già acquisiti nel processo” . Dunque una prova libera, in senso pieno.
 
Spunti e proposte in tema di fase iniziale rito ordinario civile di cognizione: elementi prassi
Decisione e motivazione
Il problema dell’esibizione di documenti nel codice di rito italiano
Protocollo per le udienze civili del Tribunale di Firenze “ Testo modificato ed aggiornato alla luce delle leggi n. 80 e n. 263 del 2005 e delle esperienze degli altri Osservatori.
Conclusioni
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